Fistola perianale

La fistola perianale è un piccolo tunnel che causa secrezioni e fastidi, ma con un intervento mirato guarisce definitivamente nella maggior parte dei casi.

Fistola perianale: sintomi, cause e cura

Una fistola perianale è un piccolo tunnel che si forma tra l’interno del canale anale e la pelle intorno all’ano. È come un passaggio anomalo che non dovrebbe esserci. Di solito è la conseguenza di un ascesso, un’infezione della zona anale che si è drenata. La fistola causa secrezioni continue, fastidio e non guarisce da sola: serve un intervento.

La fistola perianale non è pericolosa ma è molto fastidiosa. Quella perdita costante di pus o muco macchia la biancheria, oltre a provocare odore e disagio. Peggiora la qualità della vita più di quanto si pensi. La buona notizia è che, una volta operata, di solito guarisce bene e non torna più.

Come si formano le fistole perianali

Nell’80-90% dei casi, la fistola è la conseguenza di un ascesso perianale. L’ascesso è un’infezione che parte dalle piccole ghiandole dentro il canale anale, da cui si forma successivamente una raccolta di pus che deve drenarsi o da sola o chirurgicamente. Dopo il drenaggio, a volte rimane un tunnel tra l’ano e la cute: ecco la fistola.

Altre cause sono il morbo di Crohn (una malattia infiammatoria intestinale), traumi, radioterapia, tumori, infezioni come tubercolosi o HIV. Ma la maggior parte delle fistole è banalmente post-ascessuale, senza malattie particolari dietro.

L’intervento chirurgico

La fistola non guarisce con i farmaci: serve l’operazione. L’obiettivo è eliminare il tunnel preservando la continenza fecale. Non è sempre facile perché a volte la fistola passa attraverso gli sfinteri e tagliare tutto significa rischiare l’incontinenza.

Per le fistole semplici che coinvolgono poco sfintere si fa la fistulotomia: si apre tutto il tunnel trasformandolo in una ferita aperta che guarisce dal fondo. È la tecnica più efficace con tassi di guarigione sopra il 90%, ma non si può fare se c’è troppo muscolo coinvolto.

Per le fistole complesse esistono tante tecniche: setone (un filo che drena), lembi di tessuto per chiudere l’orifizio interno, legatura del tunnel tra gli sfinteri, tecniche moderne con laser o colla biologica. La scelta dipende da dove passa la fistola, dalla tua salute generale o dalla presenza di malattie come il morbo di Crohn.

Domande frequenti

No, le fistole perianali non guariscono spontaneamente né con antibiotici. La chirurgia è l'unico trattamento definitivo. Gli antibiotici servono solo per controllare l'infezione acuta prima dell'intervento, ma non chiudono la fistola.

Il rischio dipende dal tipo di fistola e dalla tecnica chirurgica. Le fistole semplici che coinvolgono poco sfintere hanno rischio minimo. Le fistole complesse che attraversano molto muscolo sfinteriale hanno rischio più alto. Un chirurgo esperto sceglie la tecnica più sicura per preservare la continenza.

La guarigione completa richiede 6-12 settimane. Le prime 2-3 settimane sono le più fastidiose, con medicazioni quotidiane e dolore moderato. Dopo un mese i sintomi migliorano molto. Puoi tornare al lavoro dopo 1-2 settimane se il lavoro non è fisico.

Sì, c'è un rischio di recidiva del 5-20% a seconda della complessità della fistola. Se la fistola recidiva, spesso è perché c'era un secondo tramite fistoloso non identificato al primo intervento o perché hai una malattia di Crohn sottostante.

Le fistole in pazienti con Crohn sono più complesse, recidivano più spesso e richiedono un approccio combinato: controllo dell'infiammazione intestinale con farmaci (biologici), drenaggio chirurgico, a volte seton a lungo termine. Serve collaborazione tra gastroenterologo e chirurgo.

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Visite ed esami proctologici per la fistola perianale

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Anoscopia

L’anoscopia è un esame rapido e indolore che permette di vedere l’interno dell’ano e del canale anale per individuare problemi come emorroidi, ragadi o altre lesioni, senza necessità di anestesia e con una preparazione minima.

Visita proctologica

La visita proctologica è un esame semplice e delicato che permette di capire l’origine di sintomi come sangue, dolore o fastidio anale, aiutando a diagnosticare disturbi comuni come emorroidi, ragadi o fistole senza provocare dolore.

Anna Armocida Proctologa

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